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VICENZA CITTA' UNESCO

 

L’UNESCO

L’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) è una organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, fondata a Londra nel 1945 per sovrintendere a livello internazionale le azioni di tutela del patrimonio culturale e naturale mondiale.
Gli Stati membri dell'Organizzazione sono 193. Organi istituzionali: la Conferenza degli Stati Membri e il Consiglio Esecutivo, organo di governo composto attualmente da 58 membri (tra cui l'Italia, fino al 2007).
L’UNESCO è nata dal comune proposito di contribuire al mantenimento della pace, del rispetto dei Diritti Umani e dell’uguaglianza dei popoli attraverso i canali dell’Educazione, Scienza, Cultura e Comunicazione.
L’obiettivo dell’Organizzazione è stato così definito, nel preambolo all’atto costitutivo: “contribuire alla pace e la sicurezza promuovendo la collaborazione tra le nazioni attraverso l’educazione, la scienza e la cultura onde garantire il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione”.

La sede centrale dell’UNESCO è a Parigi.

Nel 1972 è stata sottoscritta a Parigi la Convenzione che disciplina la protezione dei siti d'eccezionale valore per l'umanità per la loro rilevanza culturale o naturale. In particolare la “Convenzione per la protezione del Patrimonio culturale e naturale mondiale” ha istituito la Lista del Patrimonio Mondiale.
Gli Stati firmatari della Convenzione sono 185 (nell’ottobre del 2007) e i siti 878.

In Italia sono stati riconosciuti 43 siti.

I Paesi aderenti alla Convenzione si impegnano a proteggere sul proprio territorio monumenti e siti riconosciuti di un tale valore, dal punto di vista dell’arte, della storia, della scienza o della bellezza naturale, che la loro salvaguardia interessa l’intera umanità.
Si impegnano anche a cooperare tra loro, versando contributi finanziari, per la salvaguardia del patrimonio dei Paesi che non dispongono di mezzi economici adeguati.
Gli Stati membri della Convenzione uniscono gli sforzi per tutelare il patrimonio culturale e naturale mondiale ed esprimono così l’impegno comune di salvaguardare la nostra eredità per le generazioni future. Inoltre, l’iscrizione di un sito nella Lista del Patrimonio Mondiale comporta una maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti del sito e dei suoi valori eccezionali, rafforzando anche le attività turistiche sul sito. Quando queste ultime sono adeguatamente pianificate e organizzate nel rispetto dei principi del turismo sostenibile, possono costituire una risorsa non indifferente per il sito e per l’economia locale.
I paesi firmatari della Convenzione possono proporre la candidatura di nuovi siti per l’iscrizione nella  Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. All’atto della richiesta di iscrizione, lo Stato membro invia al Centro del Patrimonio Mondiale il dossier di candidatura.
Perché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale.

I criteri di selezione sono:
rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;
mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione
urbana e nel disegno del paesaggio;
essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;
essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto
quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;
essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio
dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri);
presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o
di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto
di vista della scienza o della conservazione.

Tutti i beni iscritti nella Lista per il Patrimonio Mondiale devono essere protetti, nel lungo termine, da adeguate norme, regolamenti, misure istituzionali e/o tradizionali per la conservazione e la gestione, in modo da garantirne la salvaguardia.

Gli strumenti di tutela includono una opportuna perimetrazione del sito. Il perimetro deve essere stabilito, all’atto della richiesta di iscrizione, in modo da assicurare la piena espressione dei valori del sito e può coincidere con una o più aree protette esistenti o proposte, quali  parchi nazionali o riserve naturali, riserve di biosfera oppure beni culturali, centri storici e paesaggi salvaguardati da specifiche norme. Ai fini di una efficace tutela del sito, va prevista anche una “zona tampone” adeguatamente protetta, che può comprendere l’ambiente in cui è collocato il bene candidato per l’iscrizione, paesaggi rilevanti e altre aree funzionalmente importanti di supporto al sito ed alla sua tutela.
Alla proposta di iscrizione dei siti va allegato il Piano di gestione, un documento che spieghi chiaramente le modalità di protezione.
Obiettivo primario del Piano di gestione è quello di assicurare un’efficace protezione del bene, per garantirne la trasmissione alle future generazioni. Per questo motivo il Piano di gestione deve tener conto delle differenze tipologiche, delle caratteristiche  e delle necessità del sito, nonché del contesto culturale e/o naturale in cui si colloca. Può inoltre recepire i sistemi di pianificazione già esistenti e/o altre modalità tradizionali di organizzazione e gestione del territorio. Nel caso di siti seriali, e/o transnazionali, il Piano di gestione deve garantire il coordinamento nella gestione delle componenti separate del sito.
In Italia recentemente è stata approvata la legge 20 febbraio 2006, n. 77  “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’UNESCO” che introduce i Piani di gestione per i siti italiani già iscritti nella Lista, al fine di assicurarne la conservazione e creare le condizioni per la loro valorizzazione.


LA CITTÀ DI VICENZA E LE VILLE DEL PALLADIO NEL VENETO

Il sito “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto” è esito di due successivi riconoscimenti da parte dell’UNESCO, l’Organizzazione dell’ONU per le Scienze e la Cultura e l’Educazione.

Il “Comitato per l’inserimento di Vicenza, città del Palladio, nella World Heritage List dell’UNESCO”, costituitosi a Vicenza nel 1993 ha individuato 26 opere palladiane, 23 monumenti del centro storico e 3 ville di Vicenza, meritevoli di essere dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e tali da conferire alla realtà urbana nel suo complesso una singolare unicità, in forza della loro emergenza architettonica e in virtù delle relazioni che intercorrono tra tali monumenti e il loro intorno costruito e ha proposto l’inserimento della città di Vicenza nella lista dell’UNESCO, supportando la proposta con argomentate motivazioni storico artistiche:
“Vicenza – universalmente conosciuta come la città del Palladio – appare degna di essere iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale, attesa la straordinaria ricchezza di architetture pubbliche-civili e sacre, nonché di cospicui edifici privati che, insieme a una nobile architettura minore, formano il tessuto del suo centro antico.
Molti degli edifici maggiori sono stati ideati da Andrea Palladio (1508-1580), autore dei famosi “I QUATTRO LIBRI DELL’ARCHITETTURA” e da Vincenzo Scamozzi (1556-1616), autore del celebre Trattato “IDEA DELL’ARCHITETTURA UNIVERSALE”.
Nel clima architettonico determinato dall’attività di questi insigni artisti ben s’inseriscono i tanti architetti che operarono dal Seicento a tutta l’età neoclassica, concependo opere che rivelano la forza di una tradizione classica, la quale agiva come substrato di spessore assai profondo.
La densità di edifici d’alto valore artistico – molti dei quali vantano apparati decorativi, pittorici e plastici di notevole rilievo – è tale da rendere il centro storico di Vicenza assolutamente eccezionale, vuoi nel panorama italiano, vuoi in quello internazionale. […]
Si può a buon diritto sostenere che il tono peculiare di Vicenza è dato dalle architetture di Andrea Palladio: architetture di valore esemplare al mondo.
Egli, oltre alle costruzioni edificate nel centro antico, innalzò nell’immediata periferia della città la celeberrima Rotonda, nella quale concretò l’aspirazione a comporre un edificio a pianta centrale: tema tenacemente perseguito dagli architetti del Rinascimento. Non va poi dimenticato che il grande Maestro ebbe occasione di costruire, specie nella provincia di Vicenza, dimore di campagna – le ville, universalmente conosciute – fornendo paradigmi architettonici che furono seguiti da innumerevoli artisti degli ultimi decenni del Cinquecento a tutta la prima metà del sec. XIX: artisti italiani, inglesi, russi, statunitensi, francesi, polacchi, cecoslovacchi, irlandesi.
A Vicenza e nel Vicentino nacque, per poi consolidarsi vigorosamente, uno dei fenomeni più imponenti registrati nella storia dell’architettura: quel PALLADIANESIMO, che oltre a propagarsi capillarmente in Europa e negli Stati occidentali della Confederazione Americana, raggiunse vertici di valore architettonico che in taluni casi sfiorano la grande poesia del sommo Maestro veneto. Sulla base di queste considerazioni è stata chiesta l’iscrizione della città di Vicenza, con i suoi 23 monumenti palladiani all’interno del centro storico e tre ville nelle sue immediate adiacenze, ed è stata formulata dal comitato la seguente giustificazione (contenuta al punto 5 del dossier predisposto dall’Unesco, in attuazione della Convenzione di Parigi del 1972, per la proposta di iscrizione):
“L’imprescindibile valore della lezione Palladiana nella storia dell’architettura mondiale è un dato universalmente riconosciuto. Ne è prova indiscussa al riguardo la diffusione del Palladianesimo in molti Paesi dell’Europa occidentale, del Regno Unito e del Continente Americano e gli studi che intorno a tale movimento, che non ha precedenti di così vasta estensione, si sono ovunque determinati. Nello specifico dell’opera di Andrea Palladio, addensatasi all’interno della città di Vicenza, nei ventisei sopra elencati episodi architettonici realizzati anche solo parzialmente, vi è contenuta l’eccezionalità della grande impronta che un singolo artefice è riuscito a trasmettere all’aggregato urbano storico e suo intorno significandolo così profondamente al punto che tale connotazione è divenuta un fatto artistico globale.
Infatti, oltre al valore intrinseco in sè di ciascuna opera individuale di Andrea Palladio, di cui all’elenco già citato, l’insieme di essere opere costituisce un nucleo forte ed emergente nel tessuto urbano tale da rappresentare a sua volta un ulteriore  valore addizionale e straordinario della città, poiché anche in virtù delle relazioni di dialogo formale tra i monumenti palladiani e il loro intorno costruito a essa deriva una singolare unicitàL’aspetto irripetibile e miracoloso dell’intervento palladiano a Vicenza trae il suo significato di eccezionalità fondamentalmente da tale emergente unitaria intonazione che la città da esso ha derivato, come viene coralmente riconosciuto da chiunque abbia modo di visitarla.
Tanto più che l’influenza palladiana ha determinato nella città per i secoli successivi un riferimento irrinunciabile per l’architettura pubblica e privata che abbia avuto rilevanza per il tessuto urbano.
Senza contare le imitazioni che di tali modelli si sono diffuse nei Paesi stranieri che hanno guardato al messaggio palladiano come ad un paradigma di canoni con valore assoluto da seguire e perpetuare quali la cultura internazionale ha bene saputo riconoscere. Per quanto attiene agli aspetti della manutenzione si è già evidenziato, nelle schede specifiche, lo stato di conservazione dei vari monumenti in relazione anche alla proprietà.
Giova ora richiamare l’aspetto del generale stato conservativo dell’opera palladiana nella città: esso si presenta con i caratteri di una consapevole operazione culturale di elevato impegno che ha chiamato a concorso negli anni più recenti vari specialisti riunendo più discipline (storici dell’architettura, esperti in indagini conoscitive, esperti nella metodologia del restauro, maestranze preparate).
Tale approccio interdisciplinare ha prodotto una prassi operativa di grande interesse ed efficaci realizzazioni che sono divenute esemplari sia per il metodo seguito che per i risultati ottenuti con riconosciuto valore scientifico in ambito internazionale.
La presenza a Vicenza del Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio”, che riunisce nel proprio consiglio scientifico gli studiosi più affermati in campo mondiale, ha sviluppato una ricerca sull’opera Palladiana tesa al riconoscimento di tutti gli episodi originali e autentici soprattutto attraverso il disegno, l’uso di materiali e la corretta esecuzione dell’opera pervenutaci.
Sono state altresì attentamente considerate le integrazioni e le modifiche delle “fabbriche” che comunque non hanno alterato la loro consistenza originaria e la forza ideativa dell’iniziale concezione, ancorché non portate a completa realizzazione rispetto il progetto e pur nella presa in esame delle modifiche, delle aggiunte e delle diverse integrazioni avvenute nel tempo a seguire.
La celebrità dell’opera Palladiana ha determinato, nella consapevolezza del suo elevatissimo messaggio, la costituzione di molti Istituti di tutela (già citati) che affiancano efficacemente l’azione protettiva istituzionale degli enti preposti.
Si è così stabilita la più ferma garanzia di permanenza e difesa del patrimonio indicato di cui la comunità mondiale non può privarsi e che reclama perciò, giustamente, il riconoscimento ufficiale anche delle massime autorità mondiali che hanno a cura le espressioni più alte e irrinunciabili della cultura artistica.
L’intera città di Vicenza, città del Palladio, ha da tempo adottato nel suo nucleo storico ogni più attento strumento di tutela (dalla pedonalizzazione del centro, alla normativa edilizia, al premio d’architettura) per la più corretta fruizione e uso della propria migliore espressione, appunto l’opera del Palladio, rivolgendo a essa la massima diffusione di conoscenza nell’immagine e nell’uso più appropriato dei beni”.
(Dossier per la candidatura del sito di Vicenza, scheda complessiva della città, Vicenza 23 ottobre 1993, punto 5 “Giustificazione dell’inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale”)

Il 15 dicembre 1994, nella 18° Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, a Phuket, in Thailandia, il sito di “Vicenza Città del Palladio” è stato inserito nella World Heritage List ai sensi dei seguenti criteri:
1. Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che integrati in un tessuto storico, ne determinano il carattere d’insieme.
2. Grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell’architettura, dettando le regole dell’urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero.

Successivamente all’iscrizione della Città di Vicenza è stato proposto l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità di altre 21 ville del Palladio presenti nel territorio veneto. L’estensione del sito è avvenuta nel 1996, nel corso della 20° Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, svoltasi a Merida in Messico. In questa occasione il nome del sito è divenuto: “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”.


ISTITUZIONE UFFICIO UNESCO DEL COMUNE DI VICENZA

L’Amministrazione Comunale di Vicenza nell’ottobre 2003 ha istituito uno specifico Ufficio Unesco.

A seguito di accordi con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Verona Vicenza e Rovigo, il coordinamento scientifico dell’attività svolta dall’ufficio, relativamente alla prima fase del lavoro richiesto che riguardava la redazione del Rapporto Periodico sullo stato di conservazione del sito, è stato affidato all’arch. Gianna Gaudini, responsabile per conto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dei siti di Vicenza e di Verona.
Parallelamente all’azione di monitoraggio del sito, l’ufficio ha svolto un’intensa attività di coinvolgimento di  tutti i soggetti pubblici con competenza istituzionale sui territori interessati da monumenti del Palladio inseriti nella lista dell’UNESCO, allo scopo di elaborare un Piano di Gestione condiviso e incisivo.

Questo lavoro ha portato, nel 2005, alla sottoscrizione un  Protocollo d’intesa per la redazione del Piano di Gestione del Sito Unesco “La Città di Vicenza e la Ville del Palladio nel Veneto”.

L’intesa ha previsto la costituzione di un comitato di pilotaggio con il compito di definire le strategie e le azioni per il perseguimento degli obiettivi di salvaguardia, promozione e valorizzazione del sito, e di due gruppi di lavoro finalizzati a fornire tutte le informazioni e la documentazione necessari a supportare le scelte e gli obiettivi del piano e a definirne i contenuti.
Il coordinamento dell’attività del comitato di pilotaggio è stato affidato al Comune di Vicenza.
Inoltre il Protocollo ha attribuito funzioni di coordinamento generale in merito alle finalità e agli obiettivi dell’intesa alla Regione Veneto, in quanto Ente titolare funzioni di legislazione, programmazione e pianificazione del territorio e alla Direzione regionale per i Beni culturali e il Paesaggio del Veneto, titolare delle funzioni di tutela sui beni culturali.
E’ stato attribuito, inoltre, alla Provincia di Vicenza il compito di coordinare le amministrazioni provinciali e comunali interessate dalla presenza delle ville del Palladio nel proprio territorio, per l’acquisizione e l’organizzazione di tutti gli elementi documentali e conoscitivi necessari all’estensione del Piano di Gestione della città di Vicenza alle ville.

Nell’autunno 2005 è iniziato il lavoro per la definizione degli obiettivi strategici del Piano di Gestione, la cui programmazione è stata concertata tra tutti gli Enti che hanno deciso di collaborare per la promozione del sito. A ottobre si è insediato il comitato di pilotaggio, che ha fissato gli indirizzi e organizzato i tempi delle attività dei gruppi di lavoro.
Il Piano di Gestione del sito Unesco “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto” è stato elaborato a cura dell’Ufficio Unesco del Comune di Vicenza, che ha raccolto e ordinato le informazioni, le previsioni e i suggerimenti provenienti dai numerosi Enti e soggetti che a vario titolo partecipano alla gestione del sito.

Il piano è stato approvato da tutti i soggetti interessati in data 30 maggio 2007.

La circostanza dell’elaborazione del Piano di Gestione ha rappresentato una prima importante occasione per far convergere i diversi Enti e soggetti a vario titolo interessati alla gestione del sito verso il raggiungimento di un obiettivo comune: la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico, culturale e paesaggistico che compone il sito, inteso non più come una somma disgregata di beni e di località sparse in un vasto territorio a scala regionale, ma come un sistema integrato e unitario. La realtà regionale veneta, peraltro, deve molto della sua peculiarità economica, culturale e ambientale al fenomeno produttivo della villa, ben interpretato e tradotto in una coerente proposta architettonica dal genio di Palladio, proposta che si è manifestata con altrettanta efficacia e magistero nei fondamentali interventi urbani all’interno della città di  Vicenza. Si è trattato, quindi, della riscoperta e del rilancio di una specifica espressione della cultura e dell’identità veneta, che la pratica amministrativa frammentaria e non coordinata aveva in qualche modo dimenticato e trascurato.
Il passo da fare adesso consisterà nell’attuazione delle misure e dei programmi previsti dal piano. Tale percorso dovrà proseguire con l’apertura di una nuova fase di collaborazione e di accordi fra le Amministrazioni coinvolte e fra l’ambito pubblico e quello privato interessato alla gestione del sito, in modo da approfondire e sviluppare le sinergie e le convergenze già positivamente sperimentate in fase di sviluppo del piano.
Lo strumento elaborato rappresenta, da questo punto di vista, una proposta flessibile e articolata, che coniuga la chiarezza e la ferma determinazione nel raggiungimento di alcuni fondamentali obiettivi (la conservazione dei beni, la tutela dei loro contesti, la valorizzazione del patrimonio quale fattore di crescita culturale, economica e sociale del vasto ambito territoriale coinvolto), con la gradualità e la versatilità del percorso da compiere. L’attuazione del piano, così, potrà essere via via oggetto di verifiche e aggiustamenti, per orientare la gestione del sito nella direzione di una maggiore efficacia e incisività degli interventi, e per assicurare che il perseguimento degli obiettivi prefissati sia sempre calibrato all’evolversi nel tempo della situazione del sito e ne segua costantemente le vicende e lo sviluppo.

 
Allegati
Schede descrittive dei monumenti Palladiani a Vicenza
Approfondimenti