
Rete di percorsi ciclabili nel territorio di Vicenza
P.U.T. - Piano di settore della rete degli itinerari ciclabili: "Piste ciclabili per la città di Vicenza"
Comune di Vicenza - Settore Urbanistica e Settore Mobilità
Delibera di Giunta Comunale n. 834 del 28 dicembre 2000 di approvazione del Piano di settore della rete degli itinerari ciclabili :"Piste ciclabili per la citta' di Vicenza".
Delibera di Consiglio Comunale n. 65 del 8 ottobre 2002 di approvazione della “Variante al P.R.G. conseguente all’approvazione del Piano di Settore della rete degli itinerari ciclabili e modifica dell’art. 18 del regolamento viario”.
Punto fondamentale nella normativa della mobilità ciclistica è la Legge n.366 “Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica” approvata nel 1998.
Il testo di legge, infatti, mette in risalto quei progetti che hanno delle priorità specifiche: collegamenti con gli edifici scolastici, con le aree verdi, con le aree destinate ai servizi, con la rete dei trasporti pubblici, ecc., interessandosi anche di tutte quelle attività e servizi che devono essere visti non solo sotto l’aspetto della mobilità, ma anche nell’ambito della riqualificazione urbana.
Tale legge non si limita a finanziare la realizzazione di piste ciclabili, prevede una politica efficace di erogazione costante degli stanziamenti, che consenta di superare l’attuale occasionalità della realizzazione di questo tipo di infrastrutture.
La legge introduce il concetto di cicloturismo, molto diffuso in Europa, di riqualificazione ambientale, attraverso il recupero di vecchie strade forestali, argini di fiumi, vecchi tracciati ferroviari, che potranno diventare percorsi ciclabili turistici; affida alle regioni il compito di redigere i piani regionali di riparto dei finanziamenti per la mobilità ciclistica e per la realizzazione di reti di percorsi ciclabili integrati; fornisce anche uno strumento tecnico, con finalità e criteri per una corretta progettazione degli itinerari ciclabili e della loro rete, per l’analisi della fattibilità tecnico-economica dei singoli progetti.
Le politiche solitamente usate dalle pubbliche amministrazioni riguardano la modificazione dell’offerta (cioè più strade, più parcheggi, più aree pedonali, ecc.): una soluzione che ha la negativa caratteristica di saturarsi rapidamente, in quanto le nuove infrastrutture richiamano nuovo traffico. Questo tipo di approccio deve essere aiutato da strategie basate sull’orientamento della domanda che induce la produzione di flussi; azioni certamente più difficili da mettere in atto, ma destinate a dare risultati crescenti nel tempo: azioni informative, che vanno dalla campagna pubblicitaria pro-bici (iniziative di propaganda), ad un coinvolgimento anche di quei settori privati, commercianti, imprese, che valutano queste azioni negative per la loro attività.
Il rilancio della mobilità alternativa, specialmente di percorsi pedonali e reti ciclabili, può essere visto come occasione di riqualificazione urbana e la redazione del Programma Pluriennale delle Piste Ciclabili, ai sensi della legge n. 366/1998, ha costituito un'occasione per affrontare il tema della sostenibilità urbana nella città di Vicenza.
Una serie di studi e di analisi dello stato di fatto hanno preceduto la stesura del Piano di Attuazione di mobilità ciclabile ed hanno riguardato:
Il Piano prevede uno schema a rete, funzionale anche per la programmazione dell’esecuzione, eseguita per stralci funzionali compiuti ed organici, che funzionano a loro volta come piccole reti.
Nella sua definizione si sono privilegiati il coordinamento e la continuità con le piste ciclabili esistenti, con i progetti approvati o adottati già esito di una concertazione; i collegamenti con edifici scolastici, strutture socio-sanitarie, uffici pubblici e aree destinate ai servizi, aree verdi e di interesse paesaggistico - ambientale (progetti speciali), rete di trasporto pubblico, come prevede la stessa legge 366/98, i collegamenti con i Comuni contermini, recependo le indicazioni di PRG dei comuni e, dove non esistenti, proponendo collegamenti di nuova concezione.
La rete si compone di percorsi principali e secondari, percorsi radiali lungo le direttrici di penetrazione in città, trasversali, dove i poli di attrazione sono più diffusi nel territorio.
Nella scelta locale di tracciato si è cercato di privilegiare percorsi non tortuosi, sfruttando parchi (in primis Parco Querini), argini di fiumi, giardini pubblici e di quartiere, passaggi su proprietà non private, evitando, dove possibile, strade di grande traffico o incroci particolarmente trafficati.
Sono stati individuati itinerari cicloturistici, sviluppando una proposta dell’Ufficio Turismo del Comune di Vicenza (in relazione alle attrattive ambientali, al turismo straniero o extravicentino ma anche al turismo locale, di svago).
Le valutazioni finali analizzano l’influenza reciproca dei vari effetti individuati: si può riscontrare come, ad esempio, il decongestionamento del traffico urbano comporti un aumento della sicurezza per i ciclisti, che si ripercuote a sua volta sull’aumento dell’uso della bicicletta per svolgere commissioni varie, per il tragitto casa-scuola e, infine, anche per il tragitto casa-lavoro. Quest’ultimo, a sua volta, incide sulla probabilità che si realizzi un decongestionamento del traffico urbano.
La rete proposta con lo studio è fitta ed estesa per un totale di 121 Km, la prima fase attuativa (3-4 anni) ne comprende 34,5 (che si aggiungono a 21 Km già esistenti) e riguarda: